Parole intraducibili da tutto il mondo:
Mai senza parole in 56 lingue
Con Mai senza parole, pubblicato da Splen Edizioni nella collana Caleidoscopi, Serenella Quarello firma un libro di divulgazione linguistica che raccoglie 170 parole intraducibili provenienti da 56 lingue del mondo, illustrati da Maria Guarnieri.
Le parole sono organizzate per famiglie tematiche — parole dell’amore, parole della natura, parole a tavola, parole che fanno stare bene — per mostrare come, pur nella diversità delle lingue, gli esseri umani condividano emozioni e bisogni universali.
Un libro pensato per lettori adulti e ragazzi curiosi, adatto anche per l’uso scolastico e i laboratori linguistici.

Chi è Serenella Quarello
Serenella Quarello è una delle autrici italiane più prolifiche e versatili nel panorama della letteratura per l’infanzia e la gioventù. Ha pubblicato romanzi e albi illustrati con editori come Rizzoli, Orecchio Acerbo, Camelozampa, Pelledoca, OQO, HOP!, Sarbacane e molti altri, costruendo un catalogo che spazia dall’albo illustrato per la prima infanzia al romanzo per ragazzi, passando per la narrativa di divulgazione.
Tra i suoi riconoscimenti più importanti figura il Premio Álbum Ilustrado Edelvives per El barco volante y los personajes estrafalarios, mentre Estintopedia — tradotta in sei lingue — ha ottenuto il secondo premio Piccolo Galileo e il terzo premio G. Dosi. Oltre alla scrittura, insegna Spagnolo in un liceo, traduce da e verso lo spagnolo, scrive copioni teatrali e dirige la compagnia teatrale studentesca “Las Máscaras”. Organizza laboratori di lettura animata, scrittura creativa e traduzione letteraria.
È possibile seguirla su Instagram e Facebook come Serenella Quarello e sul suo sito ufficiale quarello-serenella.it.
L’intervista: come nasce un libro sulle parole intraducibili
L’intervista che segue è tratta dalla partecipazione di Serenella Quarello al programma radiofonico Story Time, in onda su Radio Canale Italia, registrata il 16 giugno 2026.

L’idea nata sull’autostrada
L’origine di Mai senza parole è una storia quasi cinematografica. Serenella stava guidando in autostrada quando ricevette una telefonata dall’illustratrice Maria Guarnieri, che desiderava collaborare con lei. Mentre Guarnieri parlava del suo percorso all’Accademia di Belle Arti e della sua esperienza al liceo linguistico, Serenella stava pensando esattamente alla stessa cosa: un libro sulle parole. L’incontro telefonico tra le due si trasformò immediatamente in un progetto, presentato a poche case editrici. Splen Edizioni le contattò nel giro di due ore, e il libro nacque quasi da solo.
Le parole come ponti tra culture
Secondo Quarello, le parole intraducibili non sono semplici curiosità linguistiche: sono frammenti di cultura, odori, luoghi, esperienze. Ogni termine racconta il mondo in cui è nato. La parola araba gurfa, che indica la quantità d’acqua che si riesce a tenere in una mano, esiste perché nel deserto l’acqua è un bene preziosissimo. Hanyauku, in lingua bantu, descrive la sensazione della sabbia scottante sotto i piedi — e dice qualcosa di preciso su dove quella parola è vissuta. La cultura giapponese, in particolare, è ricca di termini straordinari: l’ikigai, lo scopo che ti spinge ad alzarti ogni mattina, è uno di quelli più universali.
Le parole che cambiano la vita
Alcune parole del libro hanno colpito l’autrice in modo profondo. Bibliosmia, termine italiano, indica il piacere di aprire un libro appena acquistato e annusarne le pagine — un gesto che molti lettori compiono senza sapere che esiste una parola per descriverlo. Lao Tong, in cinese, descrive il legame profondo di sorellanza tra donne. Le lingue nordiche e quelle delle terre dei ghiacci — finlandese, norvegese, lingue delle popolazioni indigene australiane e neozelandesi — offrono invece parole legate alla natura come patrimonio collettivo: alcune definiscono chi abbatte un albero senza necessità, altre chi lo custodisce e protegge.
Quarello sottolinea anche l’uso improprio che si fa, soprattutto tra i giovani, di termini legati a patologie psicologiche, usati come sinonimi di tratti caratteriali normali. In questo, il libro ha anche una funzione educativa. La lingua maori, ad esempio, offre una parola bellissima per descrivere l’autismo: significa letteralmente “nel suo tempo e nel suo spazio”, e restituisce dignità e precisione a un’esperienza umana spesso mal descritta.
Come vengono scelte le parole
Il metodo di lavoro è stato collaborativo fin dall’inizio. Quarello e Guarnieri hanno lavorato a stretto contatto, raccogliendo il maggior numero di parole possibile, per poi selezionarle e raggrupparle in famiglie tematiche. Quasi magicamente, le parole si sono organizzate da sole, creando percorsi coerenti attraverso le lingue del mondo. Il risultato ha convinto l’editore ad accogliere quasi tutte le parole della selezione finale.
Due parole da portare con sé
Alla domanda su quale parola regalare agli ascoltatori, Quarello ne sceglie due. La prima è pyit, dal nord Europa: brevissima, quasi impronunciabile, ma capace — secondo chi la studia — di indurre uno stato di rilassamento. Usata persino nei giochi per bambini agitati. La seconda è Tsundoku, dal giapponese: l’abitudine di acquistare libri in quantità superiore a quella che si potrà mai leggere in una vita. Un augurio, più che un difetto.
Fonte: intervista originariamente trasmessa il 16 giugno 2026 nel programma radiofonico Story Time, in onda su Radio Canale Italia.
Acquista il libro
Mai senza parole. Il giro del mondo in 56 lingue e 170 termini
di Serenella Quarello, illustrato da Maria Guarnieri
Splen Edizioni, collana Caleidoscopi
€ 20,00


