
Luigi Capuana (Mineo, 1839 – Catania, 1915) è stato scrittore, critico letterario e teatrale, giornalista e tra i principali teorici del Verismo italiano. Accanto ai romanzi e alla critica, dedicò una parte importante della propria produzione alle fiabe e alla letteratura per ragazzi.
Tra Firenze, Milano, Roma e la Sicilia
Nel 1864 si trasferì a Firenze, dove lavorò come critico teatrale per La Nazione. Tornato a Mineo fu sindaco e ispettore scolastico; dal 1877 visse a Milano e collaborò come critico letterario con il Corriere della Sera. Negli anni successivi alternò Roma e la Sicilia, insegnando anche all’Università di Catania.
Verismo e narrativa
Fu tra i protagonisti del dibattito sul naturalismo e sul verismo. Tra le opere maggiori figurano i romanzi Giacinta, Profumo e Il marchese di Roccaverdina, oltre a novelle, saggi e scritti critici che contribuirono a definire la poetica verista in Italia.
Fiabe e letteratura per ragazzi
Capuana raccolse e reinventò materiali della tradizione popolare siciliana, anche in dialogo con il lavoro di Giuseppe Pitrè. Nel 1882 pubblicò C’era una volta… fiabe; seguirono altre opere rivolte ai giovani, tra cui Scurpiddu e Cardello. Splēn Edizioni ha riportato in catalogo alcuni suoi testi, valorizzandone anche la produzione fantastica e avventurosa.





