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Il puntino sperduto

Il puntino sperduto è una delicata storia di amicizia e accoglienza che porta i bambini nel mondo della scrittura cinese, tra parole, trasformazioni e incontri. Un albo illustrato a colori di 36 pagine, consigliato a partire dai 5 anni.

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  • ISBN: 979-12-80596-00-0
  • Genere: Albi_illustrati
  • Autore: Giuseppe Rizzuto
  • Illustratore: Luisa Montalto
  • Pubblicato il: 22-06-2021
  • Formato: Rilegato
  • Pagine: 36
Marchio:

Descrizione

Di cosa parla Il puntino sperduto

Il puntino sperduto racconta l’incontro tra Li Dan, un bambino che sta imparando a scrivere in cinese, e un piccolo puntino di inchiostro comparso quasi per caso sul suo foglio. Quello che sembra soltanto una macchia diventa invece un vero protagonista: curioso, vivace e desideroso di entrare in relazione con le parole che Li Dan sta imparando a tracciare.

Li Dan si esercita nella scrittura utilizzando pennello e inchiostro, secondo la tradizione della calligrafia cinese. Mentre il bambino lavora sul foglio, una goccia d’inchiostro cade sulla carta e si trasforma in un piccolo punto nero. Da quel momento il puntino non rimane semplicemente fermo sulla pagina: comincia a interagire con i caratteri cinesi e a modificarli.

La storia gioca così con una caratteristica affascinante della scrittura cinese: un piccolo cambiamento nella forma di un carattere può trasformarne il significato. Il puntino interviene sui segni che Li Dan sta imparando e li trasforma in nuove parole e nuove immagini. Una modifica apparentemente minuscola può quindi cambiare completamente ciò che si legge.

Tra gli esempi riportati nelle presentazioni del libro c’è il carattere , associato all’idea di “grande”, che attraverso l’intervento del puntino può diventare , “cane”. Un altro gioco riguarda , “re”, che può trasformarsi in , “giada”. Il puntino non distrugge quindi le parole: le trasforma, apre possibilità e invita a guardarle da un’altra prospettiva.

Il piccolo protagonista diventa così qualcosa di più di una macchia fuori posto. È un elemento diverso dagli altri segni presenti sul foglio, apparentemente estraneo alle regole che Li Dan sta imparando. Proprio questa sua diversità, però, rende possibile qualcosa di nuovo.

Ed è qui che la storia assume il suo significato più profondo. Il puntino è “sperduto” perché non sembra sapere inizialmente quale sia il suo posto, ma il suo incontro con Li Dan e con le parole permette di trasformare questa condizione in un’occasione di relazione. Essere diversi non significa necessariamente essere fuori posto: a volte è proprio ciò che è diverso a portare qualcosa di nuovo.

La trama procede quindi su due livelli. Da una parte c’è una storia semplice e giocosa, costruita sulle trasformazioni dei caratteri cinesi e sulla curiosità del puntino. Dall’altra c’è una riflessione sull’accoglienza, sull’amicizia, sul rispetto delle differenze e sull’importanza di ascoltare chi sta cercando il proprio posto nel mondo.

Il contesto della scrittura cinese rende inoltre il libro particolarmente originale. Il bambino non incontra semplicemente un personaggio fantastico: incontra un elemento nato dal suo stesso gesto di scrittura. Il foglio diventa così uno spazio in cui le differenze possono incontrarsi e generare nuove possibilità.

Questa caratteristica è stata valorizzata anche dall’Università degli Studi di Palermo, che ha dedicato al libro un incontro sul tema “Il cinese come strumento di mediazione culturale per grandi e piccini”. L’iniziativa ha presentato l’opera proprio come occasione per riflettere sulla lingua cinese, sull’integrazione e sulla mediazione culturale attraverso la lettura per l’infanzia.

Il risultato è un albo che può essere letto semplicemente come una storia poetica e divertente, ma che offre anche numerosi spunti per parlare con i bambini di lingue, culture, diversità e relazioni. È proprio questa doppia lettura a renderlo interessante sia per la lettura in famiglia sia per attività scolastiche e laboratori.

Cosa trovi nel libro

  • Li Dan, un bambino che sta imparando a scrivere utilizzando pennello e inchiostro.
  • Un piccolo puntino d’inchiostro che nasce accidentalmente sul foglio e diventa il protagonista della storia.
  • La scrittura cinese come elemento centrale della narrazione e non come semplice ambientazione.
  • Caratteri che cambiano significato quando il puntino modifica la loro forma.
  • Il gioco tra segni, parole e immagini, che permette ai bambini di scoprire quanto possa essere importante anche un piccolo dettaglio.
  • Un incontro con una cultura diversa, presentato attraverso una storia accessibile e fantastica.
  • Una riflessione sull’accoglienza e sul valore di chi cerca il proprio posto.
  • Illustrazioni a colori che accompagnano la storia e contribuiscono alla sua atmosfera poetica.

Per chi è consigliato

  • Bambini a partire dai 5 anni, secondo il catalogo ufficiale Splen.
  • Piccoli lettori curiosi di scoprire lingue e culture diverse attraverso una storia.
  • Bambini che amano personaggi piccoli, insoliti e capaci di trasformare la realtà.
  • Famiglie che cercano un libro per parlare in modo naturale di amicizia, inclusione e rispetto della diversità.
  • Scuole, biblioteche e laboratori educativi interessati a utilizzare un albo come punto di partenza per attività sulla scrittura e sulla mediazione culturale.

Perché funziona

Il libro funziona innanzitutto perché parte da un’idea narrativa molto semplice: un puntino di inchiostro che non vuole rimanere al suo posto. Da questo elemento minimo nasce una storia capace di incuriosire il bambino e di trasformare un dettaglio della scrittura in un’avventura.

La scrittura cinese diventa parte integrante del gioco narrativo. Il lettore scopre che i caratteri possono cambiare attraverso piccole modifiche e che una differenza apparentemente minima può produrre un risultato completamente nuovo. Questo meccanismo permette di parlare di lingua e scrittura senza trasformare l’albo in un libro didattico.

Il secondo punto di forza è il significato simbolico del puntino. All’inizio sembra essere semplicemente qualcosa che non dovrebbe esserci: una macchia comparsa sul foglio mentre Li Dan sta cercando di imparare le regole della scrittura. Ma proprio quella presenza inattesa genera trasformazioni.

Il messaggio sull’accoglienza nasce quindi direttamente dalla trama. Il diverso non viene presentato come un problema da eliminare, ma come una presenza da conoscere e ascoltare. È una prospettiva particolarmente adatta alla lettura con bambini piccoli perché non viene spiegata attraverso una morale astratta: viene fatta vivere attraverso un personaggio e le sue azioni.

Il libro offre inoltre una buona occasione per parlare di intercultura. La Cina non è utilizzata come semplice sfondo esotico: la scrittura e i caratteri cinesi sono parte della storia e diventano il linguaggio attraverso cui i personaggi si incontrano. L’Università di Palermo ha infatti utilizzato il libro come punto di partenza per una riflessione sulla scrittura cinese come strumento di integrazione e mediazione culturale. :contentReference[oaicite:4]{index=4}

Anche l’aspetto laboratoriale è interessante. Nel 2021 un laboratorio creativo dedicato al libro ha utilizzato la tecnica della pittura cinese tradizionale, con carta, acqua, inchiostro e pennelli di bambù, invitando i bambini a immaginare nuove trasformazioni del puntino. :contentReference[oaicite:5]{index=5}

Questo rende Il puntino sperduto particolarmente adatto anche a percorsi di lettura accompagnati da attività pratiche: si può partire dalla storia per osservare caratteri, sperimentare con segni e macchie, inventare trasformazioni e parlare di ciò che significa trovare il proprio posto all’interno di un gruppo.

La semplicità dello stile, indicata dallo stesso catalogo Splen, contribuisce infine a mantenere accessibile il racconto. Dietro una storia apparentemente piccola si apre un campo molto ampio di temi: amicizia, diversità, ascolto, linguaggio, creatività e incontro tra culture.

Autore e illustratore

Giuseppe Rizzuto è l’autore de Il puntino sperduto. È docente a contratto di lingua cinese presso l’Università degli Studi di Palermo e il suo interesse per la lingua e la cultura cinese entra direttamente nella costruzione dell’albo.

La scrittura cinese non è quindi un semplice elemento decorativo della storia: diventa uno dei meccanismi attraverso cui si sviluppa la vicenda. Il libro nasce infatti dall’incontro tra lingua, cultura e narrativa per l’infanzia.

Luisa Montalto è l’illustratrice del volume. È un’artista autodidatta che, dopo un’esperienza nel fumetto indipendente, ha sviluppato il proprio percorso nell’illustrazione e nella pittura.

Nel suo lavoro mantiene un interesse per tecniche e suggestioni di ispirazione asiatica. Nel 2015 si è trasferita a Singapore, dove ha approfondito anche la pittura cinese e ha ideato e realizzato laboratori creativi rivolti all’infanzia. Successivamente è tornata a Roma, dove continua la sua attività artistica.

Sfoglia il libro

La relazione tra testo, segni cinesi e spazio bianco della pagina, elemento importante per comprendere il gioco narrativo del puntino.
La scrittura cinese diventa parte del gioco narrativo e cambia insieme alle avventure del puntino.

 

La tavola utilizza il rapporto tra segno, macchia e spazio bianco per richiamare visivamente la pratica della scrittura con pennello.
Tra inchiostro, carta e caratteri prende forma una storia sull’incontro e sulla diversità.

FAQ

A che età è consigliato Il puntino sperduto?

A partire da 5 anni.

Di cosa parla Il puntino sperduto?

Racconta la storia di un piccolo puntino di inchiostro che compare sul foglio di Li Dan mentre il bambino sta imparando a scrivere in cinese. Il puntino interagisce con i caratteri e li trasforma, diventando metafora di diversità, amicizia e accoglienza.

Il libro parla della Cina?

Sì. La cultura cinese è parte integrante della storia, soprattutto attraverso la scrittura con pennello e inchiostro e i caratteri cinesi. Il libro è stato utilizzato anche in iniziative dedicate alla lingua cinese e alla mediazione culturale.

Che cosa rappresenta il puntino?

Il puntino è una presenza diversa rispetto agli altri segni del foglio. La sua capacità di trasformare i caratteri diventa un modo poetico per parlare di diversità, incontro e possibilità di trovare il proprio posto.

Il libro è adatto per parlare di inclusione?

Sì. L’accoglienza e il rispetto della diversità sono tra i temi dichiarati dall’editore e costituiscono uno degli elementi centrali della storia.

Si possono fare attività a partire dal libro?

. Il libro si presta particolarmente bene ad attività sulla scrittura, sui caratteri cinesi, sull’inchiostro e sulla trasformazione dei segni. Sono stati organizzati anche laboratori creativi ispirati alla storia e alla pittura cinese tradizionale.

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