
Giuseppe Pitrè (Palermo, 22 dicembre 1841 – Palermo, 10 aprile 1916) è stato medico, letterato, antropologo e uno dei fondatori degli studi scientifici sul folklore in Italia. La sua opera ha dato forma a un patrimonio vastissimo di racconti, usi, credenze, proverbi e tradizioni popolari siciliane.
La Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane
Il lavoro più imponente di Pitrè è la Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, pubblicata in venticinque volumi tra il 1871 e il 1913. L’opera raccoglie e studia fiabe, canti, giochi, proverbi, pratiche, feste e credenze, diventando una fonte fondamentale per la conoscenza della cultura popolare dell’isola.
Ricerca, insegnamento e istituzioni
Fu medico, filologo e storico, fondò con Salvatore Salomone Marino l’Archivio per lo studio delle tradizioni popolari e costruì una vasta collezione etnografica, oggi legata al Museo Etnografico Siciliano che porta il suo nome a Palermo. Dal 1910 insegnò demopsicologia all’Università di Palermo; nel 1914 fu nominato senatore del Regno d’Italia.
Un’eredità per la letteratura e la cultura siciliana
Il repertorio di Pitrè influenzò studiosi e scrittori, tra cui Luigi Capuana e Giovanni Verga. La sua ricerca ha preservato materiali orali e popolari che altrimenti sarebbero andati perduti, rendendoli disponibili alla ricerca storica, antropologica e letteraria.


